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La Soka Gakkai e il clero della Nichiren Shoshu

Quando nel 1930 Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda fondarono la Soka Kyoiku Gakkai, si avvicinarono alla Nichiren Shoshu, la tradizione buddista che discendeva dal lignaggio di Nikko Shonin, l'unico legittimo discepolo cui Daishonin aveva affidato il suo insegnamento.
Questa scuola, che aveva il suo tempio principale (Taiseki) sotto il monte Fuji, custodiva il Dai Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin, tutta la sua dottrina e maggior parte degli scritti (Gosho). Pur essendo così importante dal punto di vista dell'insegnamento e dell'ortodossia, la Nichiren Shoshu era comunque molto più piccola di altre scuole derivate dai cinque monaci anziani che avevano abbandonato e tradito l'insegnamento di Nichiren Daishonin.
La nascita della Soka Gakkai restituì al Buddismo del Daishonin una nuova vitalità: Makiguchi leggeva con la sua vita le scritture del Daishonin e trasmetteva ai membri della Soka Gakkai la corretta pratica buddista. I praticanti diffondevano l'insegnamento fra i loro amici e famigliari: in questo modo – attraverso l'attivazione dello shakubuku, praticato invece a fasi alterne dai monaci della Nichiren Shoshu – i laici della Soka Gakkai si rivelarono come i più autentici discepoli di Nichiren Daishonin.
Intorno agli anni '40 il Giappone – fortemente nazionalista – si preparava al conflitto mondiale costringendo tutte le scuole buddiste ad accettare il talismano shintoista della dea Amaterasu: lo Shintoismo, religione di Stato, avrebbe unito e convogliato lo spirito del popolo giapponese verso la guerra. La Nichiren Shoshu accettò il talismano per paura di ripercussioni, ma non lo fece la Soka Gakkai: Makiguchi e Toda, che stavano completamente dedicando la loro vita a realizzare il “grande desiderio di kosen rufu”, furono incarcerati e Makiguchi lasciò la vita in una prigione di Tokyo.
I rapporti tra Soka Gakkai e Nichiren Shoshu ebbero dunque fin dall'inizio vita difficile. In seguito – dopo la guerra – Toda collaborò attivamente con l'ex patriarca Nichiko Hori alla prima pubblicazione del Gosho, e il patriarca Nittatsu spese parole di elogio e incoraggiamento per la Soka Gakkai e il presidente Ikeda. Ma con l'avvento di Abe Nikken alla guida della Nichiren Shoshu i rapporti tra monaci e laici si deteriorarono sempre più fino ad arrivare, nel 1991, alla definitiva scissione.
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