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Educazione e cultura
La Soka Gakkai è stata fondata dal pedagogista Tsunesaburo Makiguchi, oggi considerato – a differenza di quanto fecero i suoi contemporanei in Giappone – uno dei maggiori filosofi dell’educazione del novecento. Nel 1930, con circa sessanta simpatizzanti, Makiguchi fondò la Soka Kyoiku Gakkai (Società educativa per la creazione di valore). Due anni prima si era convertito al Buddismo di Nichiren Daishonin e l’organizzazione educativa si trasformò in un’organizzazione buddista sciolta nel 1943 dal governo nazionalista per la sua intransigente opposizione alla politica bellica del Giappone. L’anziano Makiguchi morì di stenti in carcere nel 1945. Il suo discepolo Josei Toda (secondo presidente) fu liberato alla fine della guerra e rifondò l’organizzazione, chiamandola definitivamente Soka Gakkai.
L’educazione, insieme alla pace e alla cultura, rappresenta dunque uno dei tre capisaldi della filosofia Soka.
Il terzo presidente Daisaku Ikeda ha realizzato concretamente il sogno educativo e culturale di Makiguchi e Toda attuando il sistema educativo Soka e una serie di istituzioni culturali in grado di promuovere ponti di amicizia tra i popoli della terra.
Ai nostri giorni, per costruire una democrazia planetaria sono necessari individui consapevoli delle loro potenzialità e capaci di sentirsi cittadini del mondo. Il problema dell’educazione travalica il compito basilare dell’alfabetizzazione: serve far emergere il potenziale latente delle persone che non sono state in grado di acquisire nemmeno le conoscenze fondamentali per la sopravvivenza, e di far convergere questo potenziale verso la costruzione di una comunità globale.
«Io credo fermamente – afferma Ikeda – nel potere latente degli individui, ma allo scopo di risvegliarli al loro potere è necessaria l’educazione. Secondo me oggi si sta levando un grido in favore dell’educazione alla globalità. […] L’educazione alla pace deve far capire la crudeltà della guerra, evidenziare la minaccia delle armi nucleari e insistere sull’importanza della riduzione degli armamenti. L’educazione allo sviluppo deve trattare i temi dello sradicamento della fame e della povertà e dedicare spazio all’elaborazione di un sistema di benessere economico per i circa 500 milioni di persone che oggi soffrono di denutrizione e per i due terzi di nazioni del mondo impoverite. L’armonia tra l’umanità e la natura deve essere il fulcro dell’educazione all’ambiente. È vitale stimolare una seria riflessione sui danni all’ecosistema prodotti dalle esplosioni atomiche. Il rispetto della dignità dell’individuo deve essere la pietra miliare dell’educazione ai diritti umani. In tutti e quattro questi ambiti fondamentali, l’educazione deve trascendere i confini nazionali e individuare valori applicabili a tutta l’umanità». (Daisaku Ikeda, Per il bene della pace, Esperia).
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