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La dichiarazione di Toda contro le armi nucleari
Settembre 1957. Erano passati dodici anni dal lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Il mondo, diviso tra due superpotenze, tremava all’idea che qualcuno potesse muovere un dito di troppo. In quel settembre 1957 Josei Toda si rivolse a 50.000 giovani che, con tutta probabilità, dodici anni prima avevano vissuto i devastanti effetti dell’ordigno micidiale che in un attimo aveva provocato la morte di centinaia di migliaia di persone. E dichiarò con fermezza che le armi nucleari e il loro uso doveva essere assolutamente condannato non tanto in base all’ideologia, alla nazionalità o all’dentità etnica, ma dalla prospettiva universale dell’umanità. Definendo gli ordigni nucleari come un “male assoluto” Toda voleva sottolineare che dietro di essi si nasconde l’aspetto demoniaco della vita umana, che vuole soggiogare, controllare e alla fine distruggere gli altri. Secondo Toda le armi nucleari, che minacciano lo stesso diritto di esistere dell’umanità intera, sono la manifestazione di tale natura oscura. Anche riuscendo a distruggerle fisicamente, rimarrebbe sempre la conoscenza per poterle ricostruire. Dunque non vedeva altra soluzione di combatterle se non quella di lottare incessantemente contro la natura “demoniaca” e distruttiva della natura umana.

Josei Toda
Fondazione della divisione studenti, 30 giugno 1957

Il suo desiderio era di vincere il senso di terrore e di impotenza in chi lo ascoltava, infondendo la convinzione che poiché la bomba atomica era stata creata dagli esseri umani, gli stessi esseri umani dovevano garantire la loro abolizione.
Come Buddista, Toda era uno strenuo oppositore della pena di morte. Il suo richiamo alla pena capitale per chi avesse usato un ordigno nucleare era finalizzato a scioccare e richiamare la platea alla sua totale e inequivoca opposizione alla bomba. Non era un espediente retorico, ma il modo per far capire che la posizione di coloro che dovessero usare tali ordigni di assoluta barbarie non avrebbe mai potuto essere scusata o perdonata, ma doveva venire punita nel modo più severo.

Ecco un estratto della sua dichiarazione
«Oggi desidero esprimere la mia opinione in merito ai test sulle bombe atomiche e all’idrogeno, che negli ultimi tempi hanno provocato grande apprensione in tutto il mondo. Se siete miei discepoli desidero che facciate vostra questa mia dichiarazione e che ne diffondiate in tutto il mondo il significato. I movimenti di opposizione agli esperimenti nucleari si stanno diffondendo: vorrei tuttavia sottolineare con forza la gravità di tali esperimenti, affermando in particolare che, a prescindere dalla nazionalità, coloro che dovessero fare uso delle armi nucleari in un conflitto meriterebbero di essere condannati a morte, indipendentemente dal fatto che il loro paese vinca la guerra o ne esca sconfitto. La ragione che spiega quanto ho appena affermato è la seguente: noi, il popolo di questo pianeta, abbiamo il diritto di vivere. Qualsiasi persona cerchi di privarci di questo diritto è un demone, un mostro. Affermo che, se anche una nazione riuscisse a vincere una guerra grazie all’uso delle armi atomiche, coloro che ne decretano l’impiego dovrebbero essere condannati a morte in nome del genere umano.
Credo che ai giovani d’oggi spetti una missione di fondamentale importanza: diffondere la consapevolezza che, se una nazione conquista il mondo avvalendosi degli ordigni nucleari, questa nazione, questo popolo e prima di tutto coloro che premono i pulsanti di morte, sono un’emanazione dei demoni.
Concludo il mio discorso chiedendovi espressamente di diffondere questa dichiarazione in tutto il mondo con l’entusiasmo che avete manifestato nella festa dello sport di oggi».

(Yokohama, campo sportivo di Mitsuzawa, 8 settembre 1957)

Dichiarazione J.Toda
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