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Intervento del Presidente dell'istituto Buddista italiano Soka Gakkai - 27 giugno 2015

Pubblichiamo l'intervento del Presidente Tamotsu Nakajima in occasione della firma dell'Intesa al Centro Culturale di Firenze

02/07/2015: Caro Presidente, A nome di tutta la Comunità buddista della Soka Gakkai le porgo il nostro più caloroso benvenuto. Ringrazio il Sindaco Nardella, i parlamentari, tutte le autorità civili e militari presenti e i nostri membri che sono venuti da ogni regione italiana. Appena tre anni fa – presidente Renzi – la salutai in questo Centro Culturale come Sindaco di Firenze. È con onore che la accogliamo oggi come Presidente del Consiglio. È la prima volta che un Primo Ministro italiano si reca in visita ufficiale in un Centro culturale della Soka Gakkai Italiana. Poco fa abbiamo firmato il testo dell’Intesa tra la Repubblica Italiana e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: è un atto storico per la nostra scuola buddista e una giornata memorabile per tutti coloro che vedono nella libertà religiosa e nel rispetto di tutte le fedi la base di una società che vive e desidera la pace, di un paese che costruisce opportunità, che guarda al presente determinando un futuro di speranza e prosperità per tutti. L’Intesa che abbiamo sottoscritto oggi, rappresenta l’approdo di un percorso iniziato 14 anni fa, e la partenza di un altro che terminerà con l’approvazione definitiva del testo in Parlamento. L'insegnamento e la pratica buddista professati dalla Soka Gakkai derivano dall’insegnamento mahayana del Budda Nichiren Daishonin. Oggi, la Soka Gakkai, con i suoi 12 milioni di fedeli nel mondo è parte delle grandi famiglie del “Buddismo” mondiale e il suo maestro spirituale Daisaku Ikeda, è il leader religioso di una delle più diffuse scuole buddiste in Occidente. In Italia siamo una comunità di 75.000 membri che rappresenta la terza minoranza religiosa composta da italiane e italiani. Il nostro scopo è semplice: costruire una società pacifica partendo dallo spirito della Legge buddista. Il maestro Ikeda afferma: «Solo quando i leader agiranno basandosi sul profondo rispetto per la dignità della vita di ogni persona potrà svilupparsi una società fiorente». Ma la chiave profonda per una pace duratura è la trasformazione di ogni singola persona, è rivoluzione umana: un cambiamento lento ma inarrestabile come afferma ancora Ikeda: «la rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità». Questo è il nostro scopo primario! La storia della Soka Gakkai coincide con questo spirito e con il concetto di libertà. Desidero ancora una volta ricordare che mentre in Italia si combatteva il fascismo, in Giappone la Soka Gakkai fu una delle poche fedi religiose che si oppose ai dettami del regime nazionalista. Tante famiglie furono perseguitate. In molti finirono in carcere. Tra questi anche il Maestro Makiguchi, fondatore del nostro movimento, che morì di stenti e torture in una cella di pochi metri quadrati e il secondo presidente Josei Toda che sopravvisse e ricostruì la Soka Gakkai dedicando il resto della sua vita alla diffusione del buddismo di Nichiren Daishonin. Oggi siamo presenti in 192 paesi e territori nel mondo, in alcuni siamo parte della vita sociale come religione di massa, penso al Giappone, Brasile, Stati Uniti. La nostra missione rimane la stessa: portare la pace attraverso il dialogo basandoci sugli insegnamenti buddisti di Nichiren Daishonin. Siamo una comunità religiosa e non entriamo nella politica. Rimaniamo indipendenti. Ogni membro della Soka Gakkai mantiene la sua idea o credo politico. Ognuno sviluppa la propria posizione politica. Ma è chiaro che ognuno deve interessarsi di politica attivamente, soprattutto in momenti come questo. Vorrei far mie le parole di Eleanor Roosevelt citate dal Maestro Ikeda: «C’è una cosa in cui credo profondamente: noi siamo gli artefici della nostra stessa storia. Il corso della storia è diretto dalle scelte che noi facciamo e dalle scelte che nascono dai nostri pensieri, in ciò in cui crediamo, dai valori e dai sogni della gente». Su questo punto noi non deluderemo il nostro Paese, signor Presidente, per questo desidero ancora una volta ringraziarla per l’azione che ha voluto compiere qui oggi.

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