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Chicago: Università cattolica DePaul apre l’Istituto per gli Studi di Daisaku Ikeda sull’educazione

Notizia dal World Tribune, 20 febbraio 2015

17/03/2015: L’Università DePaul, la più grande università cattolica americana, ha compiuto un passo di importanza storica inaugurando il 14 gennaio 2015 l’Istituto per gli Studi di Daisaku Ikeda sull’educazione. Esistono già circa quaranta centri di ricerca Ikeda affiliati a varie università in Asia e in America latina, ma l’istituto DePaul è il primo di questo tipo nel Nord America e nel panorama accademico di lingua inglese a livello mondiale. Quasi 250 membri della Sgi e i rappresentanti di varie università e scuole pubbliche hanno partecipato all’evento, insieme a eminenti studiosi di John Dewey come Larry Hickman e Jim Garrison - che hanno tenuto il discorso inaugurale - e a due esponenti dell’Università di Laval, in Canada, che nello scorso autunno ha istituito un programma di studi pedagogici basato sulla filosofia di Makiguchi. La missione dell’Istituto per gli Studi di Daisaku Ikeda sull’educazione, fondato il 25 aprile 2014, è di compiere ricerche sulla filosofia e le pratiche educative di Daisaku Ikeda, Josei Toda e Tsunesaburo Makiguchi, e di organizzare seminari e conferenze per studenti, educatori , counselor e accademici nell’area di Chicago. Il direttore dell’istituto Jason Goulah ha citato nel suo discorso la nozione di “educazione per la creazione di valore” propugnata da questi tre uomini che pongono come scopo della vita, e quindi dell’educazione, l’autentica felicità umana. Tale creazione di valore cerca di dotare gli studenti della capacità interiore di creare i valori della bellezza, del guadagno personale e del bene sociale, diventando così cittadini in grado di contribuire alla società. Goulah ha sottolineato che molti giovani sono ancora sottoposti all’oppressione razziale e che gli attacchi al diritto all’educazione sono assai diffusi nel mondo, perciò l’approccio educativo di Ikeda centrato sul valore della vita e sull’empowerment dei singoli individui diventa ancor più necessario. La DePaul è una delle dieci più grandi università private degli Stati Uniti. Il suo nome e la sua missione derivano dal prete francese del 17° secolo San Vincenzo de Paoli (1581-16660), santo patrono delle attività assistenziali, che si adoperò a favore degli emarginati. L’Università sottolinea il ruolo cruciale dell’educazione come “mezzo per implementare valori culturali, sociali, religiosi ed etici al servizio degli altri”. Questa visione concorda con quella del movimento pedagogico per la creazione di valore fondato da Tsunesaburo Makiguchi, un educatore riformista che si contrappose al regime militarista giapponese durante la Seconda guerra mondiale e morì in carcere per le sue idee. Nel suo messaggio per l’inaugurazione Daisaku Ikeda ha parlato di Makiguchi come di un uomo di azione coraggioso che ha dedicato la vita alla felicità della gente comune. Hickman e Garrison hanno parlato della rilevanza nel XXI secolo di educatori come John Dewey, Makiguchi e Ikeda, sottolineando la necessità di rivisitare le loro idee comuni sull’educazione per la felicità e per una vita umana pienamente contributiva. Garrison ha espresso apprezzamento per il pensiero di Ikeda e di Dewey che «proclama coraggiosamente che il senso della vita consiste nel renderla più significativa e nel godere delle belle cose che noi e gli altri possiamo creare». Hickman ha sottolineato che i metodi di insegnamento Soka sono essenziali per quest’epoca in cui gli americani si trovano ad affrontare una miriade di difficili sfide nella riforma educativa: «Questo è un modo alternativo di preparare insegnanti che riflettano su come funziona l’educazione, non solo nella scuola primaria e secondaria ma anche all’università». La dottoressa Sung Park-Johnson che insegna attualmente alla DePaul ha detto che, pur essendo giunta a questo evento senza sapere cosa aspettarsi, ha sentito una profonda risonanza con i metodi educativi Soka, in particolare con l’aspetto dinamico di considerare ciascun individuo non come un mero numero nel sistema educativo, ma come qualcuno che sta ricercando la felicità e la realizzazione. «È importante riconoscere questo - ha affermato - specialmente in una società ossessionata dalle statistiche, dai numeri e dalle votazioni nei test d’esame, invece di considerare gli studenti come persone che continuano ad imparare per tutta la vita».

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