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Comunicato stampa: il 26 gennaio 2015 pubblicata l'annuale proposta di pace di Daisaku Ikeda

Nella proposta il leader buddista accoglie gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG) proposti dalle Nazioni Unite, che richiamano l’attenzione sull’urgenza di porre fine alla povertà «in tutte le sue forme e in ogni luogo».

28/01/2015: TOKYO: Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai International (SGI), ha diffuso oggi la sua Proposta di pace 2015 dal titolo: Un impegno condiviso per un futuro più umano: eliminare l'infelicità dalla Terra. Nella proposta Ikeda accoglie la portata ambiziosa degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG) proposti dalle Nazioni Unite, che richiamano l’attenzione sull’urgenza di porre fine alla povertà «in tutte le sue forme e in ogni luogo». Nel settantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, il presidente della SGI invoca un ritorno al loro spirito iniziale e a una crescente collaborazione tra l’ONU e la società civile. Al fine di gettare le basi per l’eliminazione della sofferenza umana causata dalla povertà e dal conflitto, sottolinea la necessità di una riumanizzazione della politica e dell’economia fondandole sulla solidarietà dei cittadini comuni, di un processo di empowerment che metta in grado le persone di superare la sofferenza e di un allargamento della sfera delle nostre amicizie e della attenzione agli altri come basi per la costruzione della pace. Ikeda sviluppa proposte specifiche per la protezione dei diritti dei profughi e di tutti coloro che vivono fuori dal loro paese di origine per ragioni economiche. Suggerisce di includere negli SDG la protezione della dignità e dei diritti umani di tutte queste persone, e invita alla cooperazione regionale per promuovere l'empowerment dei profughi, in particolare nella regione asiatica del Pacifico e nel Medio Oriente, prendendo spunto da alcune iniziative pionieristiche nell’Africa occidentale. Riguardo all’abolizione delle armi nucleari, un tema costante nelle sue proposte, Ikeda plaude al fatto che nell’ottobre del 2014 centocinquantacinque nazioni e territori hanno firmato la DIchiarazione Congiunta sulle Conseguenze Umanitarie delle Armi Nucleari. Oltre l’ottanta per cento degli Stati membri delle Nazioni Unite hanno ora dichiarato esplicitamente che le armi nucleari non dovrebbero mai essere usate in nessuna circostanza. Ikeda afferma che sebbene l’abisso tra le nazioni dotate di armi nucleari e quelle che invocano la loro abolizione appaia profondo, esiste un terreno comune costituito dal desiderio di evitare le orribili conseguenze di un qualsiasi utilizzo di tali ordigni. Sollecita i capi di governo a partecipare alla Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT) del 2015 e li esorta a dare voce in tale sede alle promesse dei loro governi per eliminare il pericolo rappresentato dalle armi nucleari. È in corso la pianificazione di un Summit Giovanile Mondiale per l’Abolizione delle armi Nucleari da tenersi a Hiroshima a settembre, come iniziativa congiunta della SGI e di altre ONG. Ikeda auspica che sia sottoscritta una dichiarazione dei giovani nella quale si impegnano a porre fine all’era nucleare come spinta propulsiva a supporto di un trattato che proibisca le armi atomiche. Nella sua proposta Ikeda invita anche a una maggiore cooperazione regionale e a uno scambio tra i giovani, sollecitando in particolare la Cina, la Corea del Sud e il Giappone a riunirsi per creare un modello regionale per collaborazioni di questo tipo. Egli sottolinea l’importanza di ripristinare i summit trilaterali Cina-Corea-Giappone e auspica che i leader delle tre nazioni possano contrassegnare il settantesimo anniversario della fine della seconda Guerra mondiale con l’impegno a non entrare più in guerra e a cooperare a livello regionale in sostegno degli SDG. In merito alla terza Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulla Riduzione del Rischio di Disastri che avrà luogo a Sendai in Giappone a marzo, Ikeda accenna al fatto che la SGI organizzerà un workshop in cui i rappresentanti di queste tre nazioni discuteranno di una possibile cooperazione regionale nella prevenzione dei disastri, nelle attività di soccorso e nella ripresa post-disastro. Si augura infine di assistere alla costituzione di una partnership giovanile tra Cina, Corea e Giappone grazie alla quale i giovani possano collaborare nell’impegno di realizzare gli SDG e altre iniziative trilaterali. tratto da www.sgi.org

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