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Il 15 dicembre si è tenuta a Cagliari una Tavola rotonda interreligiosa

Il Centro Culturale Buddista di Cagliari ha ospitato una tavola rotonda interreligiosa sul ruolo della fede nel processo di costruzione della pace dal titolo “La forza dello spirito degli esseri umani è più forte delle bombe atomiche”

Conferenza CA

17/12/2013: L’iniziativa, inserita nell’ambito delle attività collegate alla mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari” in allestimento alla Fiera Internazionale fino al 22 dicembre, si è ispirata, nella scelta del titolo, a una celebre affermazione di Gandhi.

Durante la Tavola rotonda si sono confrontati per la parte cristiano-cattolica il parroco di Serdiana Don Mario Cugusi, per la comunità islamica Hajar Belghazal, una giovane donna marocchina figlia di Iman, e due responsabili regionali dell'Istituto Buddista Italiano, Mauro Loi e Giannina Spissu. Ha introdotto e accompagnato il dibattito Stefania Boi, dell'Istituto Buddista, da lungo tempo impegnata nel dialogo interreligioso con la comunità islamica.

Il dibattito è stato il risultato di diversi incontri preliminari tra i relatori, che si sono impegnati indistintamente nella ricerca di un dialogo basato sul rispetto e la fiducia reciproca, spinti dalla consapevolezza dell’importanza di un impegno delle religioni nella costruzione della pace. Quest’onda ha raggiunto lo scopo, riuscendo a coinvolgere un pubblico numeroso, eterogeneo e molto partecipe.

Dalle parole dei relatori sono emersi gli insegnamenti di pace contenuti nei testi sacri di ogni religione.
Hajar Belghazal ha spiegato che la radice della parola Islam è la stessa della parola araba Salam che significa pace e ha poi spiegato il concetto, spesso frainteso, della parola Jihad, che nel Corano e nei detti del Profeta significa anche «sforzo e impegno individuale o collettivo sulla via di Dio». Ha aggiunto che questo Jihad interiore è dunque sinonimo di “disarmo”, evidenziando come proprio la tavola rotonda in corso fosse un vero e proprio Jihad.
Sempre Hajar ha voluto mettere il evidenza il rispetto per le donne insegnato dal Corano, sfatando un comune pregiudizio della cultura occidentale, e ha sottolineato come l'Islam abbia in realtà una connotazione diversa da quella datagli purtroppo dagli uomini della guerra. Ha poi spiegato che anche il Ramadan non è un rito di sofferenza fine a se stesso ma una pratica ascetica che ha lo scopo di sviluppare il sentimento di compassione verso le persone meno fortunate.
Don Cugusi, a proposito di disarmo, ha ricordato le parole di Gesù: “Beati i portatori di Pace”, per poi individuare nella rinuncia al potere, che ha definito “spossesso”, la via per il disarmo interiore, ricordando che lo stesso Gesù ha fatto un percorso di “spossesso” che conduce alla pacificazione interiore. Ha inoltre suggerito di utilizzare il concetto di “spirito di accoglienza” piuttosto che quello di “tolleranza” che, sebbene abbia una radice positiva, assume nel linguaggio comune un'accezione negativa presupponendo uno dei due soggetti su un piano superiore rispetto all’altro.
Mauro Loi, per spiegare la radice spirituale buddista del disarmo, ha illustrato la figura del Bodhisattva Mai Sprezzante, cogliendo l’occasione per rendere omaggio a Nelson Mandela e paragonando il suo esempio a quello di un Bodhisattva Mai Sprezzante dei nostri giorni. Giannina Spissu dalla lettura di alcune righe di uno scritto di Nichiren Daishonin Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza ha evidenziato come la trasformazione interiore sia il punto di partenza per il disarmo. Si è poi soffermata sul rispetto della dignità della vita, nostra e degli altri e sul fatto che agendo “qui e ora” in tutti i campi della nostra realtà attiviamo la nostra rivoluzione umana, realizzando una trasformazione e un rinnovamento.
Tra le osservazioni del pubblico è emerso che quando si parla di rispetto si tende a riferirsi esclusivamente agli esseri umani, correndo il rischio di dimenticarsi che il rispetto riguarda anche gli altri esseri viventi come gli animali e la natura.
Don Cugusi, a questo riguardo, ha informato i presenti che nel catechismo è stato già introdotto il concetto di peccato ecologico e ha auspicato, per il Cattolicesimo, la nascita di un movimento di sensibilizzazione verso la natura.
Un partecipante ha chiesto quale fosse il ruolo della preghiera per realizzare la trasformazione interiore. Tutti gli esponenti delle tre confessioni hanno ribadito quanto essa sia fondamentale, determinante e necessaria.
Tra i saluti finali si è auspicato il ripetersi al più presto di un evento analogo, magari su tematiche diverse, ma con l'intento di riproporre lo stesso filo conduttore del dialogo costruttivo e unificatore, perché il dialogo tra gli esseri umani è un elemento necessario e insostituibile, qualunque sia l’ambito in cui avvenga, e il ruolo della religione è proprio quello di favorirlo, alimentarlo e promuoverlo.

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