Home Informazioni per la stampaLe notizie stampa
logosgi


Fresco di ri-stampa.

La casa editrice Esperia ristampa Il quaderno di Hiroshima di Daisaku Ikeda esaurito nella sua prima edizione pubblicata da Sperling&Kupfer

copertina quaderno Hiroshima

01/07/2013: Daisaku Ikeda
Il quaderno di Hiroshima
Esperia, 2013, pp.146, euro 9.00

L’amore per la vita vince sempre
Il destino, per quanto possa sembrarci ineluttabile nella fortuna o nella sfortuna, ci porge in realtà le occasioni per realizzare la nostra felicità; questo racconto ne dà ampia dimostrazione.
Il libro descrive la scoperta da parte del giovane Kazushiro della terribile esperienza dell’esplosione atomica avvenuta nei cieli di Hiroshima il 6 agosto 1945. La narrazione di questa tragedia si svolge attraverso la visita del ragazzo ai luoghi della memoria, ma soprattutto attraverso i racconti della zia Yaeko, sopravvissuta agli effetti della bomba.
Il protagonista, profondamente toccato dall’esperienza della zia, comprende il valore di avere «uno spirito indomabile, capace di affrontare qualsiasi avversità» (p. 138) e decide di vivere anche lui così.
«La bomba atomica costituisce certamente una cristallizzazione della più alta sapienza dell’umanità, ma al contempo è un enorme mostro che ne minaccia l’esistenza stessa» (p. 57).
Il primo punto interessante è che questo testo non propone solo la ricostruzione storica dell’esperienza di un sopravvissuto al disastro, ma indaga le cause dello sviluppo della bomba atomica, il contesto sociale che l’ha prodotta, l’entusiasmo iniziale per una scoperta scientifica di quella portata e, non per ultimo, l’incidenza che essa ha tuttora sulle nuove generazioni che non ne hanno esperienza.
Nel quarto capitolo si legge: «Quando conosciamo una battuta d’arresto può capitare che veniamo sopraffatti dalla disperazione. Ma quella sofferenza è il materiale con cui costruiamo la nostra esistenza. Si può dare la colpa al fato e rassegnarsi alla sconfitta, oppure si può riprendere a vivere mirando alla felicità» (p.139). Tutto il racconto è pervaso dalla volontà di non arrendersi, di non dichiararsi sconfitti pur di fronte a indicibili sofferenze. La comunicazione potente di questa esperienza è in grado di suggerire in chi legge una chiave di interpretazione delle proprie problematiche, proprio come succede a Kazushiro, e di rinnovare il proprio impegno per la costruzione di un mondo libero dalla minaccia atomica.
La violenza e l’insensatezza di ogni singola immagine descritta attraverso i ricordi della zia Yaeko, condannano in maniera inequivocabile gli orrori della guerra e la disumanità degli ordigni nucleari sopra ogni altro armamento, poiché sono in grado di uccidere migliaia di vite in un singolo istante portando morte e distruzione per lungo tempo a causa delle radiazioni.
L’uso di immagini contrastanti, quasi come un ossimoro figurativo, rende serrato il ritmo narrativo: «Quelle corolle, con la loro freschezza e bellezza, infondevano un nuovo alito di vita al desolato panorama della città; quanto più erano attraenti, però, tanto più mettevano in risalto l’entità della tragedia, accrescendo ulteriormente il dolore dei sopravvissuti» (p. 41).
Il libro tratta con estrema delicatezza un tema angosciante e pieno di sofferenza. Uno stile quasi pittorico descrive la natura che avvolge i protagonisti, smorzando le immagini crude dei giorni successivi al lampo atomico e rendendo metaforicamente la rinascita della vita sugli effetti mortiferi della bomba.
Un prezioso aiuto per comprendere un avvenimento del quale i libri di storia non riescono a rendere l’essenza, una vibrante testimonianza per le nuove generazioni.

Fresco di ri-stampa. - Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
© Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai 2017 . Tutti i diritti riservati