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Il 12 ottobre 1279 Nichiren Daishonin iscrisse il Dai-Gohonzon per il risveglio di tutta l’umanità

Il Gohonzon rappresenta una trasformazione radicale nell’idea di oggetto di culto, poiché incarna l’essenza di una religione universale che rispetta al massimo grado il potenziale umano e rende possibile un vero cambiamento

11/10/2012: Durante il suo ritiro sul monte Minobu Nichiren Daishonin iscrisse il Dai-Gohonzon, letteralmente “oggetto di devozione”, un evento che lui stesso definì come lo scopo della sua comparsa. In precedenza aveva affidato il Gohonzon solo ai discepoli che avevano manifestato una fede salda, ma ora che tanti credenti avevano dimostrato un fede incrollabile anche a costo di persecuzioni, egli decise di iscrivere il Dai-Gohonzon per il raggiungimento della Buddità dell’umanità intera. Così il 12 ottobre 1279 Nichiren iscrisse il Dai-Gohonzon utilizzando del legno di canfora e facendo incidere dal suo discepolo Nikko ogni ideogramma con inchiostro indelebile affinché si conservasse per sempre. Il Gohonzon non rappresenta qualcosa di esterno alla persona, ma raffigura la Buddità inerente alla vita stessa. Sedersi di fronte a questo oggetto di culto e recitare Nam-myoho-renge-kyo attiva la natura illuminata di ognuno di noi e ci ricorda che ogni persona è dotata della natura di Budda e degna del massimo rispetto, può manifestare l’illimitato stato vitale della Buddità e stabilirlo saldamente nel suo essere. Il Gohonzon è la base della filosofia, della fede e della pratica per realizzare un mondo in cui tutti gli esseri viventi possano coesistere in armonia e prosperare eternamente.

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