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Il trionfo dell’umanità nel sorriso del Budda

A “Torino Spiritualità” una conferenza sul Buddismo di Nichiren Daishonin

Torino spiritualità

01/10/2012: Il 29 settembre 2012 si è tenuta a Torino, all’interno della manifestazione “Torino Spiritualità”, una conferenza di divulgazione del Buddismo di Nichiren Daishonin nell’ambito del dialogo interreligioso. I due relatori, Vinicio Busacchi – ricercatore di Filosofia Teoretica all’università di Cagliari e membro dell’Ibisg – e Suzanne Pritchard – responsabile europea della SG – hanno presentato il Buddismo dal punto di vista sia filosofico che di esperienza di vita, contribuendo a creare un’atmosfera grazie alla quale sono stati affrontati temi eticamente ingombranti con una incredibile leggerezza. Primo fra tutti la relazione tra bene e male a livello individuale e sociale. Nell’immaginario comune il male viene rappresentato con connotazioni demoniache, perverse e palesemente negative. Nella realtà, però, quasi mai il male ci si mostra come tale; al contrario esso si presenta spesso in una veste di razionalità e apparente buon senso. La retorica dei due estremi della purezza e del male assoluto non ci aiuta a riconoscere le nostre tendenze vitali e a trasformarle. Ogni aspetto della vita – ha spiegato Busacchi – è infatti neutro in potenza e può diventare positivo o negativo a seconda della nostra scelta, istante dopo istante. Nell’approccio tipico della cultura occidentale, quando ci si trova davanti a un problema si cerca di sviscerarne le ragioni cercandone la soluzione, senza in realtà prendersene la piena responsabilità. Diversamente, nella tradizione buddista, un problema o una sofferenza sono visti come inerenti alla nostra vita e vengono utilizzati per la propria crescita individuale. La visione del Budda, che è quella dell’essere umano illuminato, comprende l’impermanenza del mondo e sviluppa la consapevolezza di poter incidere profondamente nella propria vita per trasformarne ogni aspetto, realizzando una vera e propria rivoluzione umana. A questa profonda riforma interiore si è riferita anche Suzanne Pritchard che ha raccontato come l’aver messo in pratica con costanza e coraggio questi principi abbia trasformato radicalmente il suo modo di vedere e vivere la realtà, trasformando anche le relazioni con gli altri: «Un sorriso che sorge da questo gioioso processo di trasformazione diventa un incoraggiamento per altri a proseguire sul proprio cammino». Le domande che sono scaturite al termine degli interventi hanno suscitato ulteriori riflessioni, soprattutto su come affrontare il bene e il male nella vita personale e nella società non solo con la mente ma attraverso nuovi strumenti che mettano al centro l’essere umano, con tutte le sue potenzialità. Perché un mondo basato sulla dignità della vita è un mondo dove tutti possono sorridere.

Il trionfo dell’umanità nel sorriso del Budda - Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
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