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Giappone: membri della Soka Gakkai piantano semi di girasole nelle città colpite

A quattro mesi dal terremoto, per far rinascere la speranza nelle zone colpite dal sisma

22/07/2011: Quattro mesi dopo il terremoto dell’11 marzo che ha colpito il Giappone, singoli membri della Soka Gakkai continuano a impegnarsi nella loro zona mettendo a disposizione le loro capacità, diventando una fonte di speranza per la loro comunità. Yasuhiro Izumi e sua moglie Yuka, che hanno trovato riparo per circa un mese presso una scuola elementare a Ishinomachi nella prefettura di Miaygi, un giorno trovarono nel pacco inviatogli da parenti e amici una confezione di semi di girasole accompagnati da un biglietto sul quale era scritto: «Deve essere un momento di grande sfida per voi, ma speriamo che guardando crescere questi fiori in estate il vostro spirito si possa accendere di nuova speranza. I coniugi, guardando la distruzione intorno a loro, hanno deciso di piantare i semi di girasole in tutta la città, per resuscitare un senso di speranza nella comunità. Il 3 maggio i sigg. Izumi, insieme ad alcuni membri del centro di accoglienza di Kiyotaka Kamiyama a Ishinomachi, hanno formato un gruppo di volontari chiamato “Nuovo gruppo sempre vittorioso di Ishinomachi” e hanno iniziato a piantare semi e piante per tutta la città. Questo gruppo è cresciuto velocemente e ha ricevuto da tutto il Giappone, così come dagli Stati Uniti, più di 320.000 semi di 53 differenti qualità. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal governo hanno cominciato ad arare, togliere erbacce e piantare i semi dappertutto, comprese le autostrade e le strade maggiori all’interno della città. Il sig. Nobuo Suzuki di Kamaishi nella prefettura di Iwate, membro della Soka Gakkai, ha invece fornito massaggi gratuiti alle persone che vivono nei centri di raccolta di tutta la città. Il sig. Suzuki, quando avvenne Il terremoto, stava lavorando in ospedale. A causa dei danni alla struttura i pazienti sono stati evacuati ed egli li ha trasportati volontariamente nell’ospedale vicino, assicurandosi che ognuno di loro avesse un posto per dormire. Dopo aver ricevuto il permesso dal suo datore di lavoro, ha cominciato a visitare tutti i centri di accoglienza e fare massaggi professionali a tutti. Nonostante il sig. Suzuki soffra di cataratta e problemi agli occhi, ha fatto ogni giorno 60 massaggi condividendo con le altre persone la sua determinazione: portare speranza e conforto alle persone della sua comunità. [Adattato da un articolo del 30 giugno e del 1 luglio, per concessione del Seikyo Shimbun]

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