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Giappone: le attività della Soka Gakkai nella zona di Fukushima

I membri della SGI che abitavano nei pressi dell'impianto nucleare non perdono la speranza nonostante l’evacuazione

19/04/2011: I continui problemi all’impianto nucleare di Daiichi seguiti al terremoto e allo tusunami dell’11 marzo hanno fortemente condizionato l’intera zona della prefettura di Fukushima. Di fronte a questa crisi, i membri della Soka Gakkai si sono prodigati nel far rinascere la speranza nelle loro comunità.

Circa 100 membri della Soka Gakkai che vivono sulla costa nella prefettura di Fukushima che hanno dovuto abbandonare le loro case o perché danneggiate dal terremoto o dallo tsunami o per il rischio delle radiazioni, hanno trovato rifugio nel centro della Soka Gakkai di Fukushima (Fukushima Peace Center) situato fuori dalla zona di evacuazione. Il 24 marzo si è tenuta una riunione di discussione dal tema Speranza e progresso che aveva l’intento di incoraggiare tutti i presenti.
I partecipanti alla riunione hanno offerto preghiere per le vittime del terremoto e dello tsunami. Kunie Takezawa ha raccontato di come abbia contribuito alle attività di soccorso aiutando a preparare i pasti nei centri di accoglienza, avendo un diploma di cuoca professionale.

Itusko Sudo, un’altra evacuata che vive nel centro, ha detto che avere il tempo per recitare daimoku la ha aiutata a essere forte e ad avere speranza di fronte questa drammatica devastazione. Durante la riunione, i responsabili della prefettura di Fukushima, Masahiko Endo e Masako Ishibashi, hanno incoraggiato gli sfollati condividendo con loro lo spirito di Nichiren Daishonin di “trasformare il veleno in medicina”, ovvero trasformare la sfortuna in una forza di cambiamento positivo.

Il 28 marzo, una trentina di membri della Soka Gakkai che avevano abbandonato l’area colpita di Minamisoma e trovato rifugio nella zona di raccolta di Nihonmatsu, si sono riuniti e hanno recitato Daimoku a casa di un membro del luogo. Yuko Yamaguchi, una delle sfollate che ha partecipato alla riunione, ha riferito di come gli incoraggiamenti sinceri e calorosi ricevuti abbiano fatto nascere in lei il desidero di avere uno spirito che non è mai sconfitto.

Il 29 marzo Kazuo Nirasawa, responsabile regionale della Soka Gakkai del Tohoku, Hidehiro Kato, responsabile giovani del Tohoku e Tomoyuki Sakurai, responsabile del gruppo dei volontari dei Sokahan dei giovani uomini, come parte di una squadra di soccorso, hanno visitato le aree sicure di Minamisoma e il villaggio di Iitate. Hanno consegnato alimenti e beni di soccorso ai numerosi cittadini anziani di quest’area che soffrono per mancanza di cibo e altri beni essenziali.

Il 2 aprile i responsabili di Fukushima Sig. Endo e Sig.ra Ishibashi hanno visitato il centro di Iwaki per incoraggiare i membri locali. Il Sig. Miyoko Araki, di 87 anni, ha detto: «Sono stato fortunato a sopravvivere a un simile disastro. Voglio fare tutto quanto mi è possibile nelle attività buddiste nell’interesse della pace. Per favore portate la mia profonda gratitudine ai membri della Soka Gakkai di tutto il mondo per aver pregato per noi».

I membri della SGI di tutto il mondo hanno tenuto riunioni speciali di preghiera per tutti coloro che hanno perso la vita in questa calamità e per la certa e veloce ripresa delle regioni colpite.
Nel Centro Culturale di Chicago, negli Stati Uniti, il 24 marzo si è tenuta una riunione del genere. Barbara Jenkins, responsabile della zona, ha raccontato di come sia stata ispirata dallo spirito dei membri della Soka Gakkai che hanno fatto tutto il possibile per incoraggiarsi e sostenersi uno con l’altro in questa crisi.

(Adattato da articoli del 26-28-30-31 marzo e 4 aprile 2011 del Seikyo Shimbun, http://www.sgi.org/news/events/events2011/fukushima-members-hold-onto-hope-despite-evacuation.html)

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