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Terremoto e Tsunami in Giappone - aggiornamento

Venerdì 18 marzo, ore 13: il presidente della Soka Gakkai M. Harada visita le persone evacuate a Sendai; proseguono le operazioni di soccorso.

18/03/2011: Alcune foto della visita e delle attività di soccorso: http://www.sgi.org/news/h-relief/relif2011/soka-gakkai-president-visits-evacuees-in-sendai-relief-efforts-continue.html Gli sforzi della Soka Gakkai per fornire generi di soccorso e incoraggiamento ai rifugiati nei centri della Soka Gakkai in tutta la regione del Tohoku continuano senza sosta dopo il terremoto e lo tusnami che ha colpito la regione l’11 marzo. Il 17 marzo il presidente della Soka Gakkai, Minoru Harada e il responsabile nazionale della divisione giovani Yoshinori Sato hanno visitato il Centro culturale della Soka Gakkai del Tohoku a Sendai che è diventato il centro regionale per le comunicazioni relative all’emergenza. Hanno parlato con ogni ospite del centro, ascoltando i loro bisogni in modo da poter fornire i soccorsi e il sostegno più adatto. Harada ha anche letto con loro un recentissimo messaggio specificamente inviato a loro dal presidente della SGI Daisaku Ikeda in cui egli loda la perseveranza degli abitanti del Tohoku, esprime il suo immenso rispetto a tutti coloro che stanno impegnandosi a sostenere le altre persone con i loro soccorsi e testimonia le sue più profonde condoglianze a coloro che hanno perso i loro cari. Harada si è poi recato al centro per la Pace della Soka Gakkai di Wakabayashi dove ha parlato con i rifugiati. Il 16 marzo volontari della divisione giovani provenienti dalle prefetture dell’Hokkaido, di Aomori e di Akita hanno raggiunto il Centro culturale di Iwate. Si sono incontrati con il responsabile di prefettura della Divisione giovani Shun’ichi Tomita per organizzare la consegna dei generi di soccorso in tutta la regione sulla base delle richieste dalle zone colpite. Il 15 marzo la prima consegna di soccorsi ha raggiunto la cittadina di Otsuchi nella prefettura di Iwate che era rimasta tagliata fuori da ogni comunicazione da dopo il terremoto. Otsuchi, che si trova sulla costa era rimasta completamente isolata a causa del terremoto, degli tusnami e degli incendi. La consegna è stata possibile grazie a un membro della Soka Gakkai di Otsuchi, Maskai Takagi che è riuscito a contattare il Centro culturale della Soka Gakkai di Iwate, dalla città di Haranamaki dove si era rifugiato dopo che la sua casa era stata completamente spazzata via dallo tsunami. Contattando il Centro culturale di Iwate, Takaki è riuscito a informarli delle condizioni di Otsuchi, richiedendo l’invio di generi di soccorso, coperte, cibo e acqua. Ha anche informato che le strade vicino all’incendio esploso nella zona erano ancora accessibili e che quindi c’era un modo di raggiungere Otsuchi. Appena avuta la notizia il responsabile della Soka Gakkai per la prefettura di Iwate, Nintei Kasai, si è immediatamente diretto a Otsuchi con un carico di generi di soccorso, dove è giunto nello stesso giorno. Dal 16 marzo il Centro della Soka Gakkai di Tome è in funzione come centro di emergenza per l’assistenza alle comunità costiere delle città di Kesennuma e Minami Sanriku nella prefettura di Miyagi. Dopo lo tsunami a Kesennuma sono scoppiati incendi che hanno bloccato varie arterie di comunicazione. Akihiko Morishima, responsabile regionale della Soka Gakkai di Miyagi è partito alla ricerca di strade di accesso in direzione di Kesennuma ed è riuscito a raggiungere la casa di Hitoshi Kojima, il responsabile della zona. Il 17 marzo, la mattina presto, Morishima e Kojima hanno iniziato le attività di soccorso portando rifornimenti nei rifugi di Kesennuma nonostante la pesante nevicata. Il Centro culturale di Shiogama, nella prefettura di Miyagi, è in funzione come centro di comunicazioni per l’emergenza e sta fornendo acqua agli anziani nella parte orientale della città che non possono raggiungere a piedi i punti di rifornimento. Il capo del consiglio comunale di Higashi Shiogama ha comunicato il suo profondo apprezzamento per quest’attività della Soka Gakkai, considerato che ci vorrà più di un mese prima che sia possibile ristabilire una regolare fornitura idrica. (da un articolo del Seikyo Shimbun, 18 marzo 2001)

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