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Terremoto e Tsunami in Giappone - aggiornamento

Mercoledì 16 marzo, ore 14: ristabiliti i contatti con i Centri della Soka Gakkai nelle regioni costiere; è stato possibile inviare soccorsi

16/03/2011: Dopo il terremoto che ha colpito il Giappone l’11 marzo, Kazuo Mirasawa, responsabile regionale della Soka Gakkai del Tohoku e Akihiko Morishima, responsabile della Soka Gakkai per la prefettura di Miyagi, si sono incontrati con il governatore della prefettura di Miyagi, Yoshihiro Murai il 15 marzo per fare il resoconto dell’assistenza prestata a circa 3000 persone, solo nella prefettura di Miyagi, che sono attualmente ospitate nei centri della Soka Gakkai. Hanno discusso sulle modalità migliori per offrire sostegno alle vittime del terremoto. Lo stesso giorno, i rappresentanti della Soka Gakkai hanno tenuto una riunione simile in municipio con il sindaco della città di Sendai, Emiko Okuyama. Dal giorno del terremoto non si avevano notizie dai due centri della Soka Gakkai di Ishinomaki, una cittadina costiera vicino a una penisola nella parte nordorientale della prefettura di Miyagi. Finalmente il 14 marzo è giunto un messaggio al Centro culturale della Soka Gakkai del Tohoku a Sendai, dove si informava che molte delle persone evacuate erano state alloggiate al Centro per la Pace di Ishinomaki. Il giorno stesso i membri della Soka Gakkai sono partiti in macchina, diretti al centro per la Pace di Ishinomaki per consegnare generi di soccorso, dove sono finalmente giunti in serata dopo numerose deviazioni, alla ricerca delle strade meno danneggiate. La signora Tokue Kumagai, una delle persone evacuate presso il centro, aveva portato lì i suoi due bambini immediatamente dopo il terremoto. Poi, mentre stava cercando di verificare se i suoi vicini anziani erano in salvo, era stata investita dallo tsunami. Per fortuna l’ondata l’ha trascinata sul secondo piano di una casa dove è rimasta tutta la notte al freddo e con la neve. Alla fine il giorno seguente è riuscita a raggiungere il centro e ricongiungersi con i suoi bambini. Circa verso le nove di sera di lunedì 14 marzo sono state finalmente ristabilite le comunicazioni con un altro centro delle stessa città, il Centro culturale di Ishinomaki e si è scoperto che il centro era rimasto intatto e stava dando rifugio alle persone della zona colpita. Alle sei di mattina del 15 marzo i volontari della Soka Gakkai, guidati dal consigliere regionale del Tohoku, Kuniaki Yamada, sono partiti per raggiungerli con vari soccorsi e scorte alimentari. Il primo piano del Centro culturale di Ishinomaki, situato a circa un chilometro e mezzo dalla costa era stato completamente allagato e circa 130 persone avevano trovato rifugio al secondo piano. Jiro Shimomura, che al momento del terremoto stava facendo il suo turno di attività come volontario presso il centro, aveva chiamato le persone che fuggivano per le strade invitandole a rifugiarsi nel piano superiore del centro. Yamada si è poi diretto verso la città di Onagawa, sull’altro lato della penisola. Onagawa, che si trova in una insenatura, è stata gravemente danneggiata dallo tsunami, che ha raggiunto un altezza di 10 metri. Lì i membri hanno consegnato vari generi di conforto e soccorso in vari centri di accoglienza allestiti nei locali della scuola materna e nelle sale civiche. Alle 19.30 del 13 marzo sei membri della divisione giovani della Soka Gakkai sono partiti con due camion pieni di generi di soccorso dal Centro culturale della Soka Gakkai dell’Hokkaido, nella città di Sapporo, diretti al centro culturale di Iwate. Hanno preso il traghetto da Hakodate e dopo numerosi ostacoli alla fine sono riusciti a raggiungere il centro verso le 18 del giorno dopo, il 14 marzo. (da un articolo del Seikyo Shimbun, 16 marzo 2011)

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