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La Soka Gakkai ha compiuto ottanta anni

Il 18 novembre di quest’anno la Soka Gakkai ha festeggiato il suo ottantesimo anniversario dalla fondazione

15/12/2010: Visualizza la brochure commemorativa in inglese in formato Pdf: http://www.Sgi.org/assets/pdf/SGI_80Anniversary.pdf (Qui di seguito il testo tradotto in italiano) 1930-2010: ottantesimo anniversario della Soka Gakkai, un movimento buddista per l’empowerment e la pace Il 18 novembre 2010 segna l’ottantesimo anniversario della fondazione della Soka Gakkai, una rete di buddisti laici che si dedica ad accrescere la consapevolezza di ogni individuo di fronte all’impegno per la pace. Nata a Tokyo, in Giappone, come piccolo gruppo di educatori riformisti arrivò ad espandersi in una rete di cittadini globali impegnati socialmente, animati dalla comune convinzione che una pace duratura e sicura possa essere raggiunta solo attraverso la trasformazione interiore e il contributo sociale degli individui in tutti i campi della vita. Oggi, la SGI ha membri in 192 tra aree e nazioni in tutto il mondo. I membri della SGI praticano il Buddismo di Nichiren Daishonin, monaco giapponese vissuto nel tredicesimo secolo, che individuò nel Sutra del Loto del Budda Shakyamuni il cuore del messaggio del Buddismo – che tutte le persone hanno la potenzialità di manifestare una condizione positiva illimitata. Una delle preoccupazioni principali dei dodici milioni di membri della SGI in tutto il mondo è l’abolizione delle armi nucleari, un tema costante nelle attività del movimento sin dalla metà del secolo scorso. La SGI si è concentrata sulla difesa di questa causa attraverso la sensibilizzazione e il risveglio dei singoli individui ad esserne i promotori, ispirando l’impegno alla creazione di una cultura di pace nei cuori e nelle menti di ogni persona. Questo impegno si è espresso recentemente con il Decennio per l’abolizione delle armi nucleari lanciato nel 2007 e fondato sulla proposta del presidente della SGI Daisaku Ikeda. Questo Decennio mira a creare una solidarietà globale delle persone nel mondo a supporto dell’abolizione del nucleare e di una Convenzione Sulle Armi Nucleari come raggiungimento di questo obbiettivo. «Una cultura di pace nasce da una persona che si alza in piedi, fa un’azione coraggiosa, e intraprende un ampio dialogo. La base è dare potere a ogni persona il più largamente possibile». D. Ikeda Le origini La SGI fa risalire le sue origini al 18 novembre 1930 e alla pubblicazione del libro del fondatore Tsunesaburo Makiguchi sulla teoria “Soka” o teoria di una pedagogia per la creazione di valore. Makiguchi (1871-1944) era un pedagogo e insegnante che pochi anni prima aveva abbracciato il Buddismo di Nichiren Daishonin e che si dedicò appassionatamente alla riforma del sistema educativo giapponese trovando nel Buddismo conferma e motivazione alle sue idee innovatrici. Il gruppo che fondò insieme al suo più stretto collaboratore Josei Toda (1900-58) inizialmente era formato da un gruppo di educatori riformisti attratti dalla filosofia pedagogica di Makiguchi che metteva al centro i ragazzi, incoraggiando il pensiero indipendente rispetto all’apprendimento meccanico e la motivazione personale rispetto alla cieca obbedienza. Il gruppo attirò gradualmente sempre più persone che cercavano di migliorare la loro vita tramite i principi buddisti. Durante gli anni ’30, mentre in Giappone il controllo da parte del nazionalismo militaristico diveniva sempre più forte, il governo aumenta le forme di repressione contro ogni forma di dissidenza. Il rifiuto da parte di Makiguchi e di Toda di tradire il proprio credo e accettare l’imposizione dello shintoismo come religione di stato portò al loro arresto nel 1943 come criminali. Nonostante i tentativi di persuaderlo a rinunciare ai suoi principi, Makiguchi tenne ferme le sue convinzioni e morì in prigione il 18 novembre 1944 all’età di settantatre anni. Toda sopravvisse alla terribile esperienza e venne rilasciato poche settimane prima della fine della guerra. Egli era convinto che praticare il Buddismo di Nichiren offrisse una via diretta all’empowerment personale, e decise di avviare la ricostruzione della SGI tra la devastazione del Giappone del dopoguerra. Toda pensava che il processo di sfida e superamento dei problemi della vita quotidiana potesse diventare una risorsa per il cambiamento e la crescita personale, che portano a un cambiamento nelle relazioni umane e nella comunità. Questo processo che egli chiamò “rivoluzione umana” rende capace ogni essere umano di sviluppare la fiducia e il coraggio necessari ad affrontare gli ostacoli che impediscono la sua felicità e il benessere della società in cui vive. Egli individuò nelle armi nucleari la personificazione delle forze più negative e distruttive che esistono nel cuore umano: il desiderio di annientare gli altri. Nel settembre 1957 fece un’appassionata dichiarazione ai membri della Soka Gakkai e in particolare ai giovani affinché si impegnassero nella lotta per l’abolizione delle armi nucleari. Questa divenne il punto di partenza di tutte le successive attività per la pace della Soka Gakkai. Al momento della sua morte, avvenuta nel 1958, Toda aveva trasformato la Soka Gakkai da un’organizzazione caduta in disgrazia in tempo di guerra a una organizzazione vibrante che contava quasi un milione di membri . «Il grande successo della Soka Gakkai risiede nella capacità di liberare il potere delle persone, anche di quelle ai livelli sociali più bassi, e rivitalizzare la loro vita... Aiutare le persone a diventare fiduciose in se stesse è esattamente ciò che ha fatto la Soka Gakkai». Mimpei Sugiuira, attivista sociale giapponese Daisaku Ikeda Nato a Tokyo nel 1928 da una famiglia di coltivatori di alghe, Ikeda da ragazzo sperimentò in prima persona la tragica realtà della guerra e questa esperienza alimentò sua determinazione a lavorare per la pace per tutta la vita. Nel 1947, all’età di 19 anni, incontrò Josei Toda, leader della Soka Gakkai, e trascorse i successivi dieci anni sotto la sua guida, considerandolo suo maestro di vita. Quando nel 1960 divenne terzo presidente della SGI, diede immediatamente inizio alla costruzione delle fondamenta di un movimento buddista internazionale che offriva alle persone la possibilità di trasformare la loro vita personale e di contribuire così alla costruzione di un mondo pacifico. La Soka Gakkai Internazionale fu fondata nel 1975 e adesso è conosciuta come una delle più significative e varie associazioni che propagano il Buddismo nel mondo. Ikeda riconobbe la necessità di cercare espressioni universali dei valori buddisti nell’ambito dell’educazione e della cultura con l’obiettivo principale della pace. Ha fondato varie istituzioni culturali, educative e correlate alla pace per dare forma alla sua visione e promuovere dialoghi e scambi interculturali, come l’Associazione Concertistica Min-on e l’Istituto Toda per la Pace Globale e la Ricerca Politica. Ha dedicato tutto se stesso a costruire ponti di comprensione tra popoli di diversa cultura e fede, e ha lavorato per ricostruire la fiducia tra Giappone e Cina e con altri paesi dell’Asia che soffrirono a causa del militarismo giapponese durante la seconda guerra mondiale. Dal tempo della guerra fredda ha spesso visitato sia la Cina che l’Unione Sovietica, stabilendo legami di comprensione reciproca. Nel 1975 l’Università di stato di Mosca fu la prima a consegnare a Ikeda un dottorato onorario. Dal quel momento, università di tutto il mondo hanno premiato Ikeda per il suo contributo come costruttore di pace, educatore, filosofo e campione di dialogo che ha reso gli insegnamenti del Buddismo importanti per affrontare le sfide attuali. Ad oggi ha ricevuto 300 dottorati onorari e cattedre presso diverse istituzioni accademiche in più di 50 aree e nazioni. Credendo che la chiave per la pace risiede nel dialogo, si è impegnato in una serie di incontri con una moltitudine di pensatori, tra cui Nelson Mandela e Wangari Maathai. Cinquanta di questi dialoghi sono stati pubblicati. Ogni anno, dal 1983, scrive anche una dettagliata Proposta di pace indirizzata a personalità dell’Onu. Forse il lascito più duraturo di Ikeda può essere visto nel contributo dei singoli aderenti alla SGI, che ispirati dalla sua interpretazione dell’umanesimo buddista si sforzano di portare una positiva differenza nella realtà della loro vita personale e nella loro comunità in tutto il mondo. «Ikeda è, secondo la mia opinione, il più esperto partner di dialogo al mondo. Sin dal famoso dialogo con Arnold Toynbee… è stato il migliore nel coltivare la pace nel mondo attraverso il dialogo, cosa che implica l’arte profonda di ascoltare. Attraverso vari incontri con molti intellettuali provenienti da tutti gli angoli della terra... Ikeda ha contribuito a estendere gli orizzonti intellettuali e ad approfondire l’auto-riflessione critica di dozzine di pensatori del nostro tempo. Il suo contributo alla vitalità intellettuale nel mondo è enorme». Tu Weiming, professore alla Harvard University Attività per la pace La Soka Gakkai Internazionale ha lanciato il Decennio per l’Abolizione delle Armi Nucleari nel settembre 2007 per ricordare il cinquantesimo anniversario della dichiarazione del secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, sull’ abolizione delle armi nucleari. L’iniziativa segna anche il mezzo secolo di sforzi fatti fino ad ora per l’abolizione del nucleare: campagne di petizione, indagini di opinione, attività per la sensibilizzazione delle persone attraverso seminari e mostre, pubblicazione delle testimonianze degli hibakusha (sopravvissuti alle bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki) così come attività diffuse sul territorio per promuovere la nonviolenza e la creazione di una cultura di pace. Al centro di tutte queste attività c’è la convinzione che sono i cittadini di questo pianeta a dover prendere l’iniziativa di liberare il mondo da queste disumane armi di distruzione di massa, che mettono in pericolo ciò che Toda chiama il nostro “inviolabile diritto alla vita”. Ogni mostra, ogni raccolta di firme, fornisce un’opportunità di dialogo, di empowerment degli individui di agire e fare sentire la propria voce. Il Decennio punta a incoraggiare una solidarietà globale verso l’abolizione delle armi nucleari, chiamando i cittadini, i governi e la società civile a lavorare insieme per creare un movimento popolare che non potrà più essere ignorato. In questo contesto è stata inaugurata una mostra antinucleare intitolata Da una cultura di violenza a una cultura di pace: trasformare lo spirito umano. È questo concetto di “trasformazione dello spirito umano” che sottende le attività per la pace della SGI. Come ha detto Daisaku Ikeda: «Il vero nemico da affrontare è il modo di pensare che giustifica le armi nucleari: l'esser pronti ad annientare gli altri qualora essi siano considerati una minaccia o un intralcio alla realizzazione dei propri interessi». La mostra mette in rilievo come le armi nucleari siano al vertice della piramide della violenza e promuove la sicurezza umana: una visione della sicurezza centrata sulle persone e sui bisogni umani fondamentali è la chiave per una stabilità nazionale, locale e globale. L’abolizione delle armi nucleari fa parte di un più vasto processo di trasformazione al cuore del movimento della SGI, che comprende anche gli sforzi per promuovere uno sviluppo sostenibile e i diritti umani, un educazione allargata e il dialogo interreligioso. «Secondo i buddisti della Soka Gakkai la pace inizia con la pace e la felicità individuale, e si diffonde quando individui illuminati diventano attivi nel perseguire la causa della pace a livello locale, nazionale e internazionale». Soka Gakkai in America, di Philip E. Hammond and David W. Machacek

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