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Gli scritti di Nichiren DAISHONIN
Quando si fa riferimento alle scritture di Nichiren Daishonin solitamente si usa il termine giapponese Gosho. Letteralmente la parola è composta di due ideogrammi: go – prefisso onorifico – e sho – scrittura. Quindi Gosho indica scritture degne del massimo rispetto. Nella lingua giapponese il termine è usato soprattutto come titolo onorifico per determinati testi compilati da fondatori o patriarchi di alcune scuole buddiste.
Nikko, discepolo e successore di Daishonin, raccolse gli insegnamenti del maestro, li copiò e li conservò come testi sacri.
Il Gosho raccoglie scritture di diverso tipo: trattati dottrinali, rimostranze rivolte alle autorità governative; lettere ai discepoli contenenti incoraggiamenti, spiegazioni, risposte a domande, consigli e infine resoconti degli insegnamenti orali di Nichiren redatti da Nikko.
«Il Gosho – scrive Ikeda – spiega i mezzi che consentono a tutti gli esseri umani di raggiungere l’Illuminazione. […] Essi sono il risultato della continua lotta del Daishonin per salvare le persone attraverso centinaia di lettere e migliaia di dialoghi. Egli non si confinò in un eremo per scriverli. Al contrario parlò e scrisse sempre in mezzo alla gente».
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