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Gli scritti di Daisaku Ikeda
Daisaku Ikeda – come si può leggere nella sua biografia – era ancora adolescente quando finì la seconda guerra mondiale. Egli assistette al tracollo dell’impero e del tradizionale sistema di valori giapponese. La sua ricerca sul significato della vita, iniziata in quel periodo di disordine e tumulto, formò le basi della visione filosofica che poi espresse in forma letteraria negli anni seguenti.
Le poesie, i saggi e gli altri suoi lavori sono diversi da quelli degli scrittori a tempo pieno: nascono e prendono forma nei momenti liberi, ogni volta che le sue responsabilità di leader religioso e uomo di pace glielo permettono.
Proprio in questo c’è il valore e la forza delle sue parole: esse sono sempre provate e sostenute dall’azione.
Secondo l’insegnamento buddista, il dialogo, la lotta per la pace e il rispetto per ogni forma di vita dovrebbero essere le basi dell’agire umano.
Partendo da questi princìpi, Ikeda si è impegnato a intrattenere incontri con grandi figure intellettuali di tutto il mondo orientale e occidentale, nella convinzione che tali conversazioni abbiano la duplice funzione di rendere le persone sempre più consapevoli della difficile realtà che viviamo oggi e allo stesso tempo presentare un ideale per il quale valga la pena lottare.
Le opere di Ikeda, quindi, spaziano dalla saggistica vera e propria, alle storie per ragazzi, dai dialoghi con rappresentanti di altre religioni ai dialoghi sul futuro del pianeta, sul cosmo, sulla salute, sulla pace, sulla società umana.
Alla base di tutta la sua produzione letteraria appare sempre chiara la visione buddista della società, dell’universo e della vita.
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