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I dialoghi di Daisaku Ikeda
«La chiave per iniziare una battaglia spirituale fruttuosa in nome degli ideali dell’umanesimo – afferma Daisaku Ikeda – è il dialogo: una sfida che è antica (e nuova) quanto l’umanità stessa. Una delle caratteristiche essenziali degli umani è quella di essere creature dialogiche; abbandonare il dialogo significa abbandonare la nostra umanità. Senza dialogo la società è come avvolta nel silenzio della tomba».
Partendo da queste premesse, fin dai primi anni settanta Ikeda ha iniziato una serie di incontri con statisti, studiosi, "costruttori di pace", premi Nobel per la Pace, artisti di tutto il mondo per avviare un processo di pace globale attraverso il dialogo. Molti di questi incontri sono diventati libri, tradotti nelle principali lingue del mondo e fonte di ispirazione per tante persone che desiderano realizzare la pace partendo dalle loro comunità di vita.
Nelakanta Radhakrishnan, presidente della Gandhi Smriti ha scritto: «Per me è chiaro che Ikeda sta portando a compimento alcuni concetti che Gandhi non ha potuto realizzare compiutamente. Più approfondisco il lavoro e il messaggio che Ikeda offre alle persone, più sono convinto che egli rappresenta una reale speranza per l’umanità sofferente. Nell’ultimo dialogo con Gorbaciov egli ha detto: “Dobbiamo creare una società fondata sul dialogo che rispetti le differenze e accetti le diversità”. Daisaku Ikeda è un esempio di riformatore sociale moderno che ha saputo utilizzare l’infinito potenziale di una religione per costruire relazioni di amicizia e legami culturali tra le nazioni di tutto il mondo».
Insieme alla moglie Kaneko e ai membri della Soka Gakkai internazionale Ikeda continua a percorrere la strada del dialogo per la costruzione di un nuovo umanesimo che trascenda derive settarie, dogmatiche e fondamentaliste.


I dialoghi di Daisaku Ikeda tradotti in italiano

M. S. Swaminathan, Daisaku Ikeda
Rivoluzioni. Aver cura dell'ambiente e del cuore umano
Esperia Edizioni, 2007  

Il dialogo affronta argomenti globali di estrema attualità, quali la funzione del microcredito, l'importanza dell'educazione per favorire l'empowerment delle donne, la necessità di rinnovare gli sforzi in favore della pace nel mondo. Swaminathan e Ikeda ripercorrono i rispettivi cammini, le rispettive "rivoluzioni" intraprese: una basata sulla biodiversità (la rivoluzione “verde”) per poter dare a ogni persona il pieno controllo sulla propria vita e sul proprio sostentamento, l'altra basata su una profonda riforma interiore dell'individuo quale punto di partenza.


Hazel Henderson, Daisaku Ikeda
Cittadini del mondo. L'impegno di ognuno per costruire un futuro sostenibile
Sperling & Kupfer, 2005
 
Democratizzazione della politica e delle istituzioni internazionali, diritto all'istruzione, sviluppo equo e veramente sostenibile, giustizia economica: la globalizzazione non può prescindere da queste condizioni necessarie, che diventano giorno dopo giorno sempre più urgenti. Cittadini del mondo, scritto da due attivisti globali di fama internazionale, spiega come raggiungere questi obiettivi: i soli che possano garantire una globalizzazione reale e senza perdenti. Henderson e Ikeda abbracciano una visione positiva, concreta e insieme profonda delle risorse dell'umanità e della sua volontà e capacità di creare un futuro più luminoso, attraverso intuizioni convincenti, che inducono il lettore a passare finalmente all'azione. Perché non è un sogno: la gente comune può davvero intervenire sui complessi temi globali e fare la differenza. Hazel Henderson è una futurologa di fama mondiale, economista evolutiva, consulente per lo sviluppo sostenibile e opinionista per l'agenzia InterPress Service, che ne diffonde gli articoli in 27 lingue e in oltre 400 giornali. È autrice di numerosi testi, e creatrice, insieme con il gruppo Calvert, degli Indicatori di Qualità della Vita Calvert-Henderson.


Bryan Wilson, Daisaku Ikeda  
La religione e i valori umani. Dialogo sul ruolo sociale della religione
Esperia Edizioni, 2005

Daisaku Ikeda e il sociologo britannico Bryan Wilson discutono del ruolo della religione e delle sue connessioni con i principali problemi etici e sociali del nostro tempo. Il loro dialogo mette a fuoco il ruolo e l'importanza della religione e del sentimento religioso per l'individuo e per la società nel suo complesso. Emergono le potenzialità positive delle dottrine religiose per lo sviluppo interiore degli esseri umani e il buon funzionamento della società. Gli autori tuttavia non mancano di sottolineare i rischi legati all'istituzionalizzazione dei movimenti religiosi e all'utilizzo della religione come strumento di controllo e di potere.


René Simard, Guy Bourgeault, Daisaku Ikeda
L'essenza dell'uomo. Dove si incontrano etica medicina e spiritualità
Sperling & Kupfer, 2004  

Alle soglie del XXI secolo i rapidi progressi scientifici e tecnologici della medicina hanno consentito enormi passi avanti: molte malattie gravi sono state debellate, le terribili epidemie del passato sono state stroncate, la chirurgia, con l' aiuto di tecniche sofisticatissime, permette di guarire patologie una volta incurabili e di migliorare la qualità della vita di molte persone malate. Ma al contempo l'umanità è andata incontro a una “sofferenza dell'anima” sempre più diffusa e preoccupante. I veloci cambiamenti richiedono infatti un impegno che mina la nostra energia spirituale, causando disturbi psichici e depressione. Un filosofo buddista, un biologo e uno specialista di bioetica cercano un terreno comune per affrontare le grandi questioni che il nuovo millennio ha portato con sé: la fecondazione in vitro, la lotta contro il cancro e l' AIDS, l' eutanasia, il rapporto medico-paziente, la bioetica. Sotto forma di una conversazione tra amici che credono nella forza del dialogo e del confronto, questo libro fornisce intuizioni, punti di vista e riflessioni sulla sfida l’umanità si trova oggi di fronte. Più il nostro contatto con la natura e l'interiorità diventa flebile, più la meta di ogni essere umano – la felicità – si allontana. Ciò in cui possiamo sperare – questa la tesi degli autori – è che la scienza e la spiritualità si armonizzino avendo le persone e il loro benessere come unico fine.


Majid Tehranian, Daisaku Ikeda
Civiltà globale. Un dialogo tra Islam e Buddismo
Sperling & Kupfer, 2004   

Fra tutte le religioni, Islam e Buddismo appaiono le più distanti, nonostante un millennio di storia in comune. Questo libro, scritto sotto forma di conversazione vivace e insieme profonda, pone a confronto due fra i massimi esponenti delle rispettive fedi – ancora poco conosciute dall'Occidente – per estendere il discorso al passato e al presente del pianeta. Ikeda e Theranian conoscono entrambi i drammi della guerra e fin da giovani si sono adoperati per trovare alternative alla violenza, visitando innumerevoli paesi per incontrare altri sostenitori della pace e usando il dialogo per trasformare le differenze in solidi legami. Grazie al loro sapere interlocutorio e alla creatività del loro approccio, gli autori dimostrano come il dialogo interreligioso sia la chiave per edificare una cultura nonviolenta e sviluppare una civiltà globale, trasformando le teorie filosofiche in soluzioni concrete quotidianamente tangibili.


David Krieger, Daisaku Ikeda
La scelta necessaria. Costruire la pace nell'era nucleare
Esperia Edizioni, 2003

David Krieger e Daisaku Ikeda, due leader dediti all'attività pacifista, e due mondi, quello occidentale e quello orientale, si incontrano. E due generazioni: il primo figlio della Guerra fredda e il secondo testimone ancora adolescente delle atrocità della Seconda guerra mondiale. Essi scambiano le proprie esperienze di vita e la propria visione di un mondo minacciato dall'olocausto nucleare, realtà silente ma quotidiana. Ne nasce un dialogo in cui apatia e indifferenza lasciano il posto al senso di responsabilità collettiva e, soprattutto, individuale; perché non può esistere speranza di pace per l'umanità senza azione e né azione senza riforma dell'individuo e costruzione di un "profondo rispetto per la dignità umana".


Michail Gorbaciov, Daisaku Ikeda

Le nostre vie si incontrano all’orizzonte
Sperling & Kupfer, 2000

Che cosa possiamo imparare dagli errori e dalle tragedie del secolo appena trascorso? Come può l’umanità trovare una pace giusta e duratura? Quali sono le responsabilità del politico di fronte alla storia? Con questo libro Michail Gorbaciov, l'ultimo illuminato segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e coraggioso iniziatore della perestrojka, e Daisaku Ikeda cercano risposte a queste domande in un dialogo serrato e denso di rivelazioni, alla ricerca di una nuova civiltà per l’umanità del ventunesimo secolo. Una conversazione ricca di saggezza e compassione – e di ricordi di momenti storici vissuti in prima persona – dove i due affrontano le questioni più urgenti del millennio senza eludere i problemi delle persone comuni e senza dimenticare l'aspirazione dei singoli individui alla felicità e alla dignità, indicando la strada verso un nuovo umanesimo.


Johan Galtung, Daisaku Ikeda 
Scegliere la pace
Esperia Edizioni, 1996 (nuova edizione 2007)  

In questo testo due illustri personalità nel campo degli studi sulla pace riflettono sul rapporto tra il Buddismo e le soluzioni nonviolente ai conflitti che imperversano nel mondo odierno. Gli autori discutono della pena di morte, dei nazionalismi e dei conflitti etnici, della riduzione degli armamenti nucleari, così come della necessità di riformare le Nazioni Unite per renderle più adeguate ai nuovi equilibri internazionali. Sotto forma di dialogo tra due autorevoli studiosi, Scegliere la pace identifica le origini della violenza che scuote il mondo intero e illustra l’importante funzione che il Buddismo può svolgere nel favorire una trasformazione creativa dei conflitti.


Aurelio Peccei, Daisaku Ikeda
Campanello d’allarme per il XXI secolo
Bompiani, 1988

L’aumento della popolazione mondiale rispetto alle risorse alimentari e naturali in genere, l’inquinamento del suolo, delle acque, dell’atmosfera, la deforestazione e l’inaridimento di ampi territori. Questi problemi premono sulle condizioni presenti e le prospettive future dell’umanità. Attraverso un acuto scambio di punti di vista, nonché riflessioni e studi maturati in anni di esperienze diverse, gli autori affrontano il peso e la vastità di tali tematiche giungendo a una precisa e comune convinzione. La soluzione non può essere demandata solamente alla sfera scientifica, tecnologica o economica, ma deve necessariamente partire da un ambito ben più radicale. Essa non potrà infatti essere che di natura etico-spirituale: una vera e propria “rivoluzione umana”. Solo nella mutua rinnovata consapevolezza di sé, dei proprio valori e del proprio ruolo nei confronti della natura e dei propri simili, l’umanità potrà conquistare una visione del mondo e della vita equilibrata e un comportamento adeguato alla gestione di tutte le risorse.
MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE


Arnold Toynbee, Daisaku Ikeda  
Dialoghi. L'uomo deve scegliere
Bompiani, 1988  

Il suicidio e l'eutanasia, l'esplosione demografica e l'inquinamento, l'esaurimento delle risorse naturali e - in generale - il destino della specie umana sono solo alcuni dei temi affrontati in quest'opera da Ikeda e Toynbee, un «”saggio internazionale” del calibro di Einstein, Schweitzer o Bertrand Russell», come ha scritto una volta il Times.. Il risultato della discussione è ben lontano dal fornire luoghi comuni o semplici risposte astratte: porta semmai a delle concrete indicazioni per il futuro cammino dell'umanità e di ogni singolo essere umano. «Per risolvere i problemi di oggi dovremmo semplicemente rivolgerci a un cambiamento dei regimi e dei poteri, o invece generare una più radicale rivoluzione nel pensiero e nel comportamento umano?» MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE


I dialoghi di Daisaku Ikeda non tradotti in italiano

Elise Boulding, Daisaku Ikeda
Into Full Flower: Making Peace Cultures Happen
Dialogue Path Press, 2010  

Nel libro Into Full Flower: Making Peace Cultures Happen la sociologa Elise Bolulding del Dartmouth College negli Stati Uniti (1920-2010) e Daisaku Ikeda immaginano un mondo senza armi. Sebbene partano da una visione personale e da insegnamenti provenienti da diverse fedi religiose, Boulding quacchera e Ikeda buddista, condividono una comune convinzione: la voce spirituale più profonda dell’umanità è empatia e compassione, e questa voce prevarrà sulla violenza e l’aggressività per creare una cultura globale di pace e favorire lo sbocciare spirituale del potenziale umano. Entrambi sostengono che gli strumenti con i quali l’odierna cultura di guerra può essere trasformata in una cultura globale di pace sono l’educazione e un dialogo basato sull’ascolto della nostra voce interiore, della spiritualità. Credendo che la pace risieda nella quotidiana iterazione umana, gli autori ci invitano a dare nuova vita ai legami sociali per costruire un rete di dialogo più aperta sia dentro l’ambito familiare sia tra le comunità locali. Conoscendo meglio gli altri avremo più familiarità con il loro mondo, e la nostra umanità e capacità di empatia aumenteranno. Lo sviluppo di cittadini globali – quelle persone che riconoscono, rispettano e prestano ascolto alla capacità spirituale che Ikeda descrive come “raggiante e nobile forza vitale inerente in tutti” – è il compito dell’educazione compresa quella familiare. Elise Boulding, che ideò e sviluppò il primo Programma di studi sulla pace al Dartmouth College, afferma che l’educazione ci mette in grado di sfruttare “l’umanità in ogni essere umano”. L’educazione come processo di ascolto, simile al dialogo, nel quale ragazzi e adulti insegnano e imparano l’uno dall’altro e dai diversi intrecci culturali della vita quotidiana. Applicando la dinamica di pace sia a livello locale che a livello internazionale occorre trovare delle risposte creative ai conflitti derivanti dalle nostre differenze. La sociologa raccomanda “di sviluppare la forza e la delicatezza delle donne” e di accrescere la nostra abilità di “ascolto su larga scala” in tutta la società. I ragazzi, anche, spesso considerati come esseri immaturi, sono in effetti, come afferma Ikeda, gli "emissari dal futuro" e hanno ricchezza d'idee per la risoluzione dei conflitti e proposte per nuove vie di pace.

Austregésilo de Athayde, Daisaku Ikeda
Human Rights in the Twenty-first Century
I.B. Tauris & Co Ltd, 2009  

Questo libro nasce dall’incontro di due grandi personaggi, Austregésilo de Athayde (1898-1993) e Daisaku Ikeda, uniti nella lotta per la conferma del valore dei diritti umani. Athayde fu presidente dell’Accademia delle lettere brasiliana e, in qualità di rappresentate brasiliano presso le Nazioni Unite, fu una voce decisiva nella stesura della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Trovando nel Buddismo un valido contributo per il movimento dei diritti umani, i due autori puntano a trasmettere un “nuovo umanesimo” che racchiude lo spirito della dichiarazione:¬ il supremo valore dell’essere umano. Ikeda definisce il cuore di questo “nuovo umanesimo” come “la ferma convinzione nell’assoluta eguaglianza” di tutta le persone, uguaglianza basata sulla dignità universale o Buddità inerente alla vita nel suo complesso. Partendo dal riconoscimento della comune umanità di tutte le persone, il senso di fratellanza prende il posto dell’ossessione per le differenze di nazionalità, ideologia o cultura. Athayde scrive che lo slancio per risolvere i maggiori ostacoli nella stesura della dichiarazione universale – le diversità d’opinione – era basato “sull’entusiasmo” per la loro “umanità condivisa”. Il secondo punto è l’utilizzazione di un “dialogo compassionevole e nonviolento” capace di unire e le persone che sono in contrasto tra loro e di ottenere come effetto un cambiamento. I due coautori citano il successo del Mahatma Gandhi, di Martin Luther King e di Nelson Mandela come prova che la nonviolenza rappresenta una potente alternativa alla guerra e all’aggressività. La via del bodhisattva, il terzo punto, ha le sue radici nella dignità umana insita in tutte le persone. Ikeda sostiene l’importanza di “unire l’interesse di sé e dell’altro” e invita gli individui a sforzarsi costantemente di manifestare la propria Buddità attraverso azioni compassionevoli mirate alla felicità e al generale bene comune. Athayde e Ikeda considerano Shakyamuni, la cui vita e la cui filosofia rappresentano la prima dichiarazione chiara dell’importanza dei diritti umani, come fonte di ispirazione dell’intero movimento. Athayde e Ikeda auspicano un modello di comportamento che ispiri sia i singoli individui sia gli attivisti dei diritti umani per creare la pace nel 21° secolo.

Linus Pauling, Daisaku Ikeda
A Lifelong Quest for Peace: A Dialogue
I.B. Tauris & Co Ltd, 2009 (nuova edizione),
(già pubblicato da Jones and Barlett Publishers Inc, 1992)
 

In questo dialogo emerge chiara la visione di due uomini impegnati in campi diversi fortemente impegnati sul tema della pace e del disarmo come fondamento per i diritti umani. Linus Pauling, che ha ricevuto due diversi premi Nobel (nel 1954 per la chimica e nel 1962 per la pace), racconta episodi nella sua vita che lo hanno portato a dare apertamente il suo appoggio a un uso pacifico della scienza. Pauling incontrò per la prima volta Ikeda a Los Angeles nel 1987, poi ancora nel 1990 e la terza volta nel 1993, poco prima della sua morte avvenuta nel 1994. In questi incontri risponde apertamente alle domande di Ikeda sulla sua vita, sulle sue innovative conquiste scientifiche, ricordando altri scienziati e l’ispirazione che ebbe dalla moglie, Ava Helen, e i suoi sforzi a favore della pace. Dai loro incontri scaturirà anche una mostra: Linus Pauling and the Twentieth Century: Quest for Humanity. Come compagni di avventura, Pauling e Ikeda esplorano ipotesi sulla vita al di fuori della Terra o nella sfera della conoscenza umana, ritornando sempre a discutere di ciò che è necessario per ottenere la pace globale e il disarmo.

Nur Yalman, Daisaku Ikeda
A Passage to Peace: Global Solutions from East and West
I.B. Tauris & Co Ltd, 2009  

Questo dialogo può esser paragonato a un ponte tra est e ovest, come fu l’antica Via della seta che collegava le più lontane civiltà dell’Asia all’occidente. Attraverso questa convergenza di culture l’antropologo turco Nur Yalman, professore di Sociologia antropologica e studi mediorientali all’università di Harvard, e Daisaku Ikeda immaginano un “passaggio verso la pace” per la civiltà globale del 21° secolo. Partendo dalle loro reciproche culture (dall’impero ottomano al re indiano Askoka, dal poeta religioso Rumi a Yunus Emre fino al classico giapponese Man'yoshu) gli autori si sono incontrati su un terreno comune delle rispettive tradizioni didattiche e religiose: «Adesso è tempo per noi per considerare non solo la storia, ma anche le scienze, la tecnologia, e la politica – dice Ikeda – per valutare i loro possibili contributi alla felicità dei singoli individui». Le tradizioni religiose, secondo Yalman, possono «diventare una forza trainante per superare le difficoltà dei tempi e le differenze culturali, per creare un mondo simpatetico». Entrambi auspicano che venga il tempo in cui le nazioni possano ammettere l’assurdità delle guerre scatenate dai loro atti di violenza. Le diversità tra culture che la globalizzazione ha portato in contatto fanno diventare urgente la questione di quali siano i valori e la visione del mondo “corretti”. Ikeda propone che questi valori siano quelli che realmente forniscono speranza per la pace e la prosperità di tutta l’umanità.

Lokesh Chandra, Daisaku Ikeda
Buddhism: A Way of Values
Eternal Ganges Press Pvt Ltd, 2009  

In questo dialogo Lokesh Chandra e Daisaku Ikeda, grazie alla loro vasta conoscenza della genesi del Buddismo, esplorano questo insegnamento come filosofia-guida spirituale per la felicità del XXI secolo. Rinomato studioso indiano di Buddismo, Chandra è attualmente direttore della International Academy of Indian Culture. Come Ikeda, Chandra è un autore prolifico. Tra i suoi numerosi scritti il Dizionario Tibetano-Sanscrito e il Dizionario Iconografico Buddista . Conosce Ikeda nel 1979. Chandra e Ikeda indagano la via del bodhisattva del Sutra del Loto, esposta da Nichiren nel XIII secolo, che incarna valori quali il coraggio, la saggezza e la compassione. Valori perpetrati dal moderno bodhisattva inteso come cittadino globale che abbraccia la diversità in quanto ricchezza, che è consapevole della relazione con le altre persone e con l’ambiente, e che è profondamente convinto che non esista la felicità dell’uno a spese dell’altro. La nobile Via del bodhisattva può trionfare solo se emerge la consapevolezza della dignità e dei valori inerenti alla vita attraverso la “rivoluzione umana”, riflettendosi in ciò che Ikeda indica come il valore che dovrebbe orientare il XXI secolo: la “dedizione alla vita stessa”. Quindi coraggio, saggezza e compassione sono valori da dirigere verso la felicità degli altri e da applicare in ogni relazione umana. Quando ciò avviene, affermano Chandra e Ikeda, la vita quotidiana e le eterne virtù del bodhisattva divengono una cosa sola e la coesistenza pacifica diviene realtà.

Ronald A. Bosco, Joel Myerson, Daisaku Ikeda
Creating Waldens: An East-West Conversation on the American Renaissance
Dialogue Path Press, 2009  

Benché sfigurata dalla guerra civile, l’America del XIX secolo ha vissuto un tempo di grande fioritura di geni letterari e di fervore filosofico. Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau, luminari del rinascimento americano, sono alla base dei moderni movimenti per la pace, dei diritti umani e dell’ambientalismo. Bosco e Myerson sono stati rispettivamente presidenti della Thoreau Society e della Ralph Waldo Emerson Society. Nel corso di 18 “conversazioni” il dialogo analizza le vite, i lavori e pensieri di Emerson, Thoreau e Walt Whitman, mettendo a fuoco l’universalità e l’importanza della loro profonda comprensione dell’individuo e della società, della relazione con l’ambiente, dell’educazione, e dei principi che possono rendere questo mondo migliore. Riferendosi ai tre giganti del rinascimento americano come ad “amati amici della mia giovinezza”, Ikeda rintraccia similitudini tra i principi buddisti dell’empowerment dell’individuo e dell’interdipendenza tra tutti i fenomeni e gli ideali di Thoreau di self-culture e armonia con la natura. Scrive Ikeda: «Thoreau ha sviluppato un occhio potente sul cosmo interiore dell’essere umano». Parla poi del potere poetico dell’immaginazione, nel quale ha ecceduto Walt Witman, e della sua capacità di ispirare empatia e trascendere le differenze. Ronald Bosco è professore emerito di Letteratura inglese e americana presso la State University di New York. Joel Myerson è professore emerito di Letteratura americana all’Università del South Carolina. I due hanno conosciuto Ikeda in Giappone nel 2001.

Chingiz Aitmatov, Daisaku Ikeda
Ode to the Grand Spirit
I.B. Tauris & Co Ltd, 2009  

Chingiz Aitmatov (1928-2008) e Daisaku Ikeda descrivono il loro dialogo come una serie di conversazioni fatte vicino al focolare tra due viaggiatori stanchi, che hanno viaggiato a lungo per diversi sentieri della vita. «Sete e fame tremenda li tormentano – nota Aimatov – e non parlo di fame fisica, che si placa facilmente, ma di fame spirituale: il tentativo di cercare di comprendere l’esistenza.» Iniziano la loro ricerca sulle più alte verità della vita partendo dalle radici che hanno portato alla caduta dell’Unione Sovietica per arrivare ai frutti della letteratura, della religione e della cultura. Insieme esplorano l’eterna lotta tra il bene e il male, condividendo una straordinaria ampiezza di vedute sulla verità, la felicità, la morte e il divino. «Per scoprire il significato della vita e il modo di vivere meglio – asserisce Ikeda – dobbiamo scavare negli aspetti eterni della vita universale, nella profondità dei fenomeni dell’esistenza individuale». Aimatov, noto scrittore, è stato anche ambasciatore nell’Unione Europea, della Nato e dell’Unesco. Ha conosciuto Ikeda nel 1988 mentre visitava il Giappone come ardente portavoce della perestroika. «Non ricordo più come è iniziata la nostra conversazione – scrive Aimatov –infatti non è mai cominciata ma è solo continuata, perché stavamo già parlando ancor prima di conoscerci.»

Harvey G. Cox, Daisaku Ikeda
The Persistence of Religion: Comparative Perspectives on Modern Spirituality
I.B. Tauris & Co Ltd, 2009  

Harvey G. Cox professore di Teologia all’Università di Harvard e ordinato ministro battista, e Daisaku Ikeda partono dalla considerazione di quanto le religioni continuino a essere attraenti malgrado gli attacchi delle ragioni scientifiche. Cox, che ha avuto un ruolo importante nel movimento per i diritti umani guidato da Martin Luther King Jr, sostiene che la religione, avendo a che vedere coi significati, i valori e la comunità, offre valori alternativi al materialismo, che ha, secondo Ikeda, «svuotato lo spirito umano». Citando gli esempi di Gandhi, King e Mandela gli autori sono convinti che «lontani dall’essere creature insignificanti, gli esseri umani hanno il potere di cambiare il mondo». Sostiene Cox: «Dobbiamo unire le nostre risorse e cominciare a imparare gli uni dagli altri», ingaggiando dialoghi interculturali a tutti i livelli. Solo allora si potrà raggiungere una società umana pacifica. Dopo aver affrontato argomenti quali l’educazione, i diritti umani, l’impatto con Internet, Cox e Ikeda raccomandano a tutti di dialogare come loro per scoprire nuove intuizioni e possibilità, e concludono il loro dialogo ringraziandosi a vicenda per ciò che hanno imparato l’uno dall’altro. Riconosciuto a livello mondiale come uno dei più grandi teologi americani, da sempre auspica il passaggio della religione dalla forma istituzionalizzata a quella fondata sulla spiritualità. Conosce Ikeda a una conferenza tenuta ad Harvard nel 1991.

Ricardo Díez-Hochleitner, Daisaku Ikeda
A Dialogue between East and West. Looking to a Human Revolution
I.B. Tauris & Co Ltd, 2008  

Ricardo Díez-Hochleitner – riformatore nel campo dell’educazione, economista e presidente onorario del comitato di esperti del Club di Roma – e Daisaku Ikeda esaminano i problemi che l’umanità si trova ad affrontare nell’attuale società globale. Riconoscendo questi problemi come cause ed effetti di una società caratterizzata dal disprezzo per le differenze culturali e per la vita umana, dallo sfruttamento delle risorse naturali e dal deterioramento della vita interiore delle persone, portano l’attenzione sul concetto buddista dell’origine dipendente e auspicano con forza l’avvento di una “rivoluzione umana”. Una tale rivoluzione interiore è la trasformazione che avviene nei cuori e nelle menti degli individui che realizzano la totale interconnessione tra la vita e il suo ambiente. La rivoluzione umana produce una trasformazione positiva nelle interazioni umane a livello locale e globale. Questo libro incoraggia a intraprendere dialoghi basati sul rispetto reciproco e delinea l’atteggiamento mentale e il comportamento necessari per una coesistenza duratura tra Terra e l’umanità.

Josef Derbolav, Daisaku Ikeda
Search for a New Humanity
I.B. Tauris & Co Ltd, 2008 (nuova edizione)  

Due autorevoli rappresentanti della cultura occidentale e orientale intraprendono nel 1982 un dialogo che durerà per cinque anni, nel corso del quale discutono dell’influenza che nelle loro rispettive culture hanno la filosofia e la religione sulla condizione umana. Gli scambi fra l’educatore e filosofo tedesco Joseph Derbolay e Daisaku Ikeda sono accattivanti. Gli autori prendono in considerazione la cultura cristiana e quella buddista, e il modo in cui le due tradizioni possano portare non solo a intuizioni morali ma anche a miglioramenti interiori e quindi a una migliore umanità. Qui il dialogo tra cristianesimo e buddismo diventa occasione di apprendimento reciproco e autoriflessione. Si concentra sulla dottrina di causa ed effetto e sulla visione etica occidentale di felicità e disgrazia, e su come i due approcci considerino le relazioni tra la natura umana e le attività morali.

René Huyghe, Daisaku Ikeda
Dawn After Dark
I.B. Tauris & Co Ltd, 2007 (nuova edizione)
( già pubblicato da Weatherhill, Inc., 1991)
 

Il punto centrale di questo dialogo tra René Huyghe, critico d’arte francese e membro dell’Academie Francaise morto nel 1997, e Daisaku Ikeda è riassumibile nelle parole di Huyghe stesso: «Il miglior modo per avere una visione d’insieme è quello di accostare e comparare modi di pensare che appartengono ai due lati opposti del mondo». Huyghe e Ikeda mettono a confronto tradizioni e culture d’Occidente e dell’Oriente per analizzare la crisi che stiamo affrontando e trovare cause comuni per la risoluzione della stessa. L’approccio di Ikeda è lo stesso avuto nel dialogo con lo storico inglese Arnold j Toynbee in Choose Life, e cioè di contribuire con la visione buddista al dialogo globale per trovare una via futura per l’umanità, superandone le zone d’ombra. Il dialogo tra Ikeda e Huyghe converge sui “compiti sociali” presenti nella dimensione della spiritualità artistica e religiosa, come l’educazione necessaria a fronteggiare “l’egoismo del mondo moderno”. Questi compiti, concordano gli autori, hanno a che vedere con l’empowerment e l’auto-trasformazione dell’individuo, necessari per una visione praticabile della coesistenza.

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